Acquaticità

Acquaticità Adattata

Con questi termini si identificano i programmi motori svolti in ambiente acquatico con individui disabili, e di conseguenza i necessari adattamenti relativi alle strategie di insegnamento; le attrezzature, la comunicazione, i movimenti svolti, il modo di dare le istruzioni, di correggere e di pianificare la pratica. Altre applicazioni dell’ acquaticità per disabili sono meno educative e più terapeutiche, come l’ idroterapia, che utilizza  mulinelli ed esercizi passivi.I programmi di acquaticità adattata utilizzano esercizi attivi solitamente praticati a terra, i quali vengono riproposti in acqua. Questi esercizi vengono adattati dai tecnici agli individui con disabilità acuta o cronica.

L’ acquaticità adattata si basa  sulla filosofia di adattare la galleggiabilità e le attività ludiche alla necessità degli individui. Si tratta di un metodo parallelo all’educazione fisica adattata, suo corrispondente a terra, e come tale prevede un insegnamento adattato, con relativi schemi di verifica e valutazione.

Nella disabilità l’ acqua costituisce l’ ambiente migliore in assoluto per il recupero di deficit psicomotori, comportamentali e del linguaggio. L’ acqua può moltissimo, ma solo se si esegue un programma preciso, rispettando sempre i tempi e i modi di ogni utente e sapendo sempre gestire la situazione senza titubanze. Siamo consci di quanto sia importante  lo sviluppo dell’ immagine corporea e della propriocettività, e per questo è fondamentale acquisire una reale e completa conoscenza di sé e del proprio corpo.

La comunicazione di tipo verbale si presenta meno efficace di quella corporea (metodo sensoriale); contatto fisico ed espressioni del volto producono feedback  di ricettività. Il contatto , la mimica e la gestualità sono per eccellenza le forme  comunicative più fruibili. Le motivazioni indotte attraverso processi di gratificazione corporea e di lode producono di riflesso un incremento delle risposte motorie. In ambiente fluido il tecnico è un significativo riferimento, che aiutando e sostenendo l’ utente, gli permette di assumere un assetto decontratto ed idrodinamico, e quindi di esplorare lo spazio circostante con la certezza di un contenimento. Le risposte motorie diventano molteplici e si esplicano sul piano tridimensionale, che consente il libero flusso di percezioni utili alla costituzione e al mantenimento degli schemi motori di base. L’ acquaticità è un’ attività coinvolgente che determina benefici   psico-fisici , sociali e cognitivi. La temperatura stessa dell’ acqua permette di raggiungere obiettivi terapeutici. Gli effetti psicomotori terapeutici in acqua comportano il rilassamento muscolare, la diminuzione del dolore e degli spasmi muscolari, l’ incremento dell’ ampiezza dei movimenti delle articolazioni e il miglioramento della tonicità e della resistenza muscolare. La carenza di movimento fisico ed aerobico sono precursori di   una diminuzione della funzionalità polmonare. Le attività acquatiche stimolano e facilitano la respirazione, quindi favoriscono il corretto funzionamento dell’ apparato cardio-respiratorio. E’ notoriamente più semplice sviluppare programmi motori in acqua, piuttosto che a terra, in quanto l’ acqua supporta il corpo diminuendo  la resistenza gravitazionale. L’ acqua inoltre stimola i recettori sensoriali ; la cute reagisce alla variazione della temperatura, l’ apparato visivo ai riflessi della superficie dell’ acqua e l’ apparato uditivo alle variazioni di pressione. L’importanza dell’ acqua per ogni forma di vita, le sue proprietà terapeutiche, e la valenza simbolica che essa riveste costituiscono un elemento stimolante, propedeutico ad acquisizioni di carattere psico-fisico e sensoriale, contribuendo così a migliorare il tono dell’ umore e di conseguenza a ridurre gli stati di ansia e  depressione in favore di un incremento di benessere e autostima.

Servizi coinvolti:

Nel progetto vengono inseriti partecipanti del CDD e del CSE

 

 


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